mercoledì 3 giugno 2009


Appena sveglio, posseduto ancora da un sonno prepotente, ho cercato di riprendere i sensi nel modo più dolce possibile. Accesa la tv in cerca di compagnia, i gatti non ne avevano nessuna voglia, trovo su rai 3 "I magliari" (film del 1959 di Francesco Rosi).
Mentre la moka borbottava l'uscita del caffè, Sordi e Renato Salvatori iniziavano ad intrecciare la trama del film.
Dopo pochi minuti entrava in scena lei, Belinda Lee.
Lo sguardo fascinoso, reso ancor più "enigmatico" da un presuntuoso "taglio" di sopracciglia e dall'ottima interpretazione, mi conquistava all'istante. Ho cercato di ricordare dove avessi potuta vederla ma la mia labile memoria come al solito non mi è stata di nessun aiuto. Dopo essere risalito al nome, tramite una "guida tv", ho iniziato a pensare alla miriadi di attrici e attricette anglofone che in quegli anni presenziavano in tantissime commedie.
Nonostante ciò continuavo a ritenerla più che una modella dal nome "esotico" prestata al cinema. Archiviata la possibilità di ricordarmi di lei mi sono completamente abbandonato al film, piacevolissimo, e alla sua interpetazione. Ero completamente rapito, forse anche merito del bianco e nero, dalla sua presenza sullo schermo. Per un attimo mi sono immaginato in caserma con la foto della Lee nell'armadietto. Alla fine mi sono ritrovato come Renato Salvatori: l'ho vista andare via al termine di un appassionante storia d'amore.
Oggi, con ancora in testa quegli occhi, ho provato a fare qualche ricerca e sono venuto a conoscenza della sua tragica morte. Appena ventiseienne con alle spalle già un discreto numero di film, durante una vacanza in California è deceduta a seguito di un incidente stradale. Dopo essere stata cremata le sue ceneri sono conservate nel bellissimo cimitero acattolico di Roma. Non mancherò di portarle un fiore.