lunedì 23 febbraio 2009


Domenica mattina, giornata di sole e il raccordo anulare era libero.
In macchina andavo verso un appuntamento fissato settimane prima.
Dopo un mese, con un biglietto orfano d'amore, ero solo.
Arrivato mi rendo conto che nonostante l'anticipo non sarei stato il primo e,
non avendo il posto numerato, avrei dovuto fare la fila. Cazzo quanto la odio!
Non è questione di pazienza, fare la fila in Italia è un sacrificio.
Non è possibile perdersi con i propri pensieri, intrattenersi con chiacchiere leggere, come si suol dire: ammazzare il tempo.
No, non è possibile ma sei costretto a difendere il posto conquistato cercando di ostruire ogni possibile via di fuga ai professionisti della maleducazione.
Probabilmente sono questioni futili. Gestire tale occasione con il dovuto distacco,
assistere allo sgarbo quasi indifferenti, permetterebbe di vivere molto meglio
oltre che più a lungo. Pur essendone consapevole non riesco a desistere: è questione di educazione.
Sti cazzi?
proprio questa era la conclusione...romàntìca.