mercoledì 19 settembre 2007



Il rosso è il colore per eccellenza.
Il primo ad essere riconosciuto dai neonati, il primo ad ottenere un nome dalle varie civiltà, il colore della passione, dell'amore, del dolore, del potere. Caravaggio ha con il pigmento rosso un rapporto complesso e mai banale. Ne elabora la tonalità, gli attribuisce un ruolo fondamentale con luce e collocolazione. Nella "morte della Vergine" lo rende protagonista di uno dei capolavori più discussi e amati dell'artista.
Nel quadro il pigmento rosso avvolge, veste la morte stessa. La Vergine viene rappresentata come nessuno mai aveva osato fare. La morte assume importanza grazie all'umanità che il momento infonde alla madre di Cristo e, la solennità violata dal trapasso viene restituita e caricata di significato proprio dalla veste rossa della Vergine e, soprattutto, dal drappo che sovrasta l'opera. Rispetto all'iconografia classica, nell'osservare la Madonna, ci si sente vicini alla sua morte, al suo corpo, umano, reale, vero (tanto che all'epoca il Caravaggio fu accusato di aver utilizzato una prostituta annegata come modella) e, il drappo rosso apre il sipario su uno dei momenti più drammatici e solenni del nuovo testamento. Caravaggio riuscì a ridurre le distanze tra Chiesa e fedeli più di quanto non riuscì a fare lo stesso Stato Pontificio.

2 commenti:

suburbia ha detto...

Invece chissa perche' mi era venuto alla mente il rosso tiziano, forse perche' maggiormente "pubblicizzato" come colore per capelli :-)
Ottima scelta, come sempre, di immagini belle e coinvolgenti.
buona giornata

fausto ha detto...

anche se ti vedrei bene con un rosso caravaggio ;)

fosse per me caravaggio potrebbe dare il suo nome a una gamma di colori e sfumature infinito.... tranne il fucsia :D


grazie Paola, troppo gentile.

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